La via di Francesco
Ecomuseo
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Foresta di Pietralunga

La foresta demaniale di Pietralunga, ricca di fauna selvatica,

si estende attorno ai piccoli borghi medioevali di Pietralunga e Montone. E' delimitata a Nord dalla groppa boscosa dell’Alpe della Luna, a Sud-Ovest dall’Alta Valle del Tevere e ad Est dalla Serra di Burano e dalle aspre cime calcaree dell’Appennino Umbro-Marchigiano.

Segnalato dalla Regione dell’Umbria come biotopo di particolare interesse naturalistico, presenta al suo interno ambiti territoriali diversi, dotati di idonei strumenti di conservazione e sviluppo. Sono presenti all'interno della foresta degli incantevoli scorci e paesaggi come:

La Valle del Carpina: il torrente Carpina, affluente di sinistra del Tevere, disegna col suo andamento tortuoso uno scenario magico: un ambiente ancora incontaminato, ricco di emergenze botaniche (piante ormai rare come l'Ontano nero ed il Pungitopo) e paesaggistiche (cascatelle in serie, piscine naturali, ponticelli in legno, antichi mulini). 

Oasi naturalistica di Candeleto: Area protetta, ampia ed articolata, che si estende per circa 1000 ettari sulla collina di Candeleto,  fra le valli dei torrenti Carpina e Carpinella.

La sommità della collina, denominata Monte Croce (m. 735 di altitudine), è rivestita da vaste Pinete di Pino nero, con presenza di Abeti e Pino Silvestre, frutto di rimboschimenti effettuati all’inizio del secolo e che conferiscono al paesaggio un aspetto di tipo alpino. Numerose le specie aniamali presenti in questa oasi: lo Scoiattolo, ghiotto di pinoli, il Ghiro ed Moscardino.

Il resto della fauna selvatica si concentra invece lungo le pendici della collina di Candeleto, dove i Boschi misti di Latifoglie (Querce, Aceri, Carpini, Sorbi e Ciliegi), alternati a pascoli e radure, offrono rifugi sicuri e cibo in abbondanza; qui convivono la Volpe ed il Cinghiale, il Tasso e l’Istrice, mentre Gazze e Ghiandaie volano circospette di ramo in ramo, ed il Gheppio, di giorno, e l’Allocco, di notte, presidiano il cielo.

Oasi naturalistica di Varrea: area protetta costituita da oltre novecento ettari di bosco ininterrotto di Cerro e di Faggio che tappezza le pendici di tre profondi valloni, rifugio naturale per un piccolo nucleo familiare di Lupi che danno il nome allo stupendo sentiero che la attraversa: gli Anelli del Lupo. 

L’area sommitale, caratterizzata da versanti fortemente erosi, con roccia nuda affiorante (che in acuni tratti forma suggestivi CALANCHI) costituisce una eccezionale balconata sulle catene montuose adiacenti: Serra di Burano, Monte Nerone, Monte Catria e Monte Cucco

Possibili attività

Escursioni guidate a piedi e con e-bike di diversa durata e difficoltà

Territorio